Dice di non capire, Mikhail Saakashvili, cosa la Russia voglia da lui. Lo sfogo del presidente della Georgia è andato in onda nella serata di ieri sul primo canale della televisione bielorussa, secondo l'agenzia di stampa Interfax, che ha mandato in onda un'intervista al leader considerato un nemico giurato del Cremlino.
"E' difficile capire cosa vogliano. Abbiamo tentato a lungo a soddisfare le loro richieste, ma quando abbiamo fatto una concessione, loro hanno chiesto sempre di più", ha dichiarato alla Tv di Minsk.
L'atteggiamento di Mosca, secondo il leader georgiano, è del tipo "cambia il tuo modo di fare, soddisfa tutte le nostre richieste e solo dopo noi vedremo" cosa concedere in cambio. "Noi - ha detto ancora Saakashvili - non vogliamo scegliere tra il male e il peggio. Noi vogliamo scegliere tra il bene e il meglio".
Il contrasto tra Tbilisi e Mosca ha raggiunto il suo culmine nell'estate di due anni fa, quando sul territorio georgiano s'è combattuta una sanguinosa guerra per l'Ossezia del sud. Assieme all'Abkhazia, in quell'estate, l'Ossezia ha dichiarato unilateralmente l'indipendenza. La Russia ha immediatamente riconosciuto le due repubbliche autoproclamate, dove ora stazionano truppe di Mosca. La Georgia invece rivendica la propria sovranità. "La Russia - ha ribadito il presidente georgiano - è ben consapevole che noi continuiamo ad avere i vecchi confini".
Saakashvili, poi, ha toccato il tasto sentimentale, dicendo di aver amato il popolo e la cultura russa, ma il lungo conflitto tra i due paesi potrebbe portare a un tramonto dell'influenza culturale di Mosca. "E' una politica - ha commentato - che porta a un binario morto. Io ormai devo costringere mio figlio a studiare la lingua russa".