PROGETTO ITALIA-GEORGIA
Borgomanero, Novara
 
Progetto Italia-Georgia: genesi e sviluppo di un sogno di pace e cultura
1998-1999

Gli alunni della “Viale Dante 13” e della “Tsiskari” si scrivono individualmente e quando c’è l’opportunità inviano pacchetti con lettere e piccoli doni per mezzo di persone conosciute che si prestano a fare da corriere. In occasione del Natale, un gruppo di genitori organizza un mercatino con oggetti creati da loro stessi e dai ragazzi e l’introito viene interamente devoluto per questo progetto. A chiusura dell’anno scolastico e a compimento di un laboratorio teatrale, la classe II i attua uno spettacolo di teatro d’ombre e le offerte raccolte vengono utilizzate per l’iniziativa georgiana.

Duranti i mesi invernali, infatti, gli alunni si sono sentiti anche telefonicamente e da questa comunicazione più diretta è emerso il desiderio da parte di alcuni georgiani di poter soggiornare un breve periodo in Italia. Da questo momento scatta una vera e propria gara di solidarietà per riuscire ad attuare questo sogno.

Attraverso il Comitato Tutela Minori Stranieri di Roma la scuola viene a conoscenza delle formalità da espletare per poter organizzare un soggiorno gratuito, poiché gli studenti georgiani raramente hanno i mezzi economici per potersi pagare il viaggio aereo. Cinque giovani georgiani, più la loro insegnante di Italiano, vengono ospitati dalle famiglie borgomaneresi dal 15 luglio al 18 agosto.

All’iniziativa collabora il Comune di Borgomanero che finanzia parte delle spese per il viaggio  e che da questo momento affiancherà sempre i promotori dell’iniziativa. All’arrivo a Malpensa le persone che li hanno ospitati raccontano: "E’ stata una grande emozione vederli arrivare, contenti, sorridenti, anche se un po’ spauriti. Subito ci hanno fatto mille ringraziamenti". "Per noi - dicono i georgiani – è un sogno essere in Italia. Siamo stati tutti molto emozionati nel sorvolare le Alpi. Non sapete quale regalo ci avete fatto".

"In Italia – scrive nella lettera di ringraziamento l’insegnante Russudan Koinashvili, dopo aver fatto ritorno – mi hanno spesso chiesto perché i ragazzi imparano l’italiano, che non è una lingua internazionale. Questa domanda mi ha meravigliato un po’ perché i cuori dei georgiani sono sempre stati molto attirati dal mondo italiano, perché in questo mondo trovano tanta bellezza,  tanto nutrimento per l’anima. Le lingue internazionali si studiano perché si è costretti, ma l’italiano si studia per grande passione e amore".

Dopo questa esperienza, fra Borgomanero e Tbilisi c’è ora quello che l’insegnate definisce un “ponte vivo”; l’auspicio espresso è quello di una visita degli studenti  italiani in Georgia. “Il nostro - sottolinea l’insegnante – non è un paese grande: fino a pochi anni fa faceva parte dell’Unione Sovietica e perciò molti non sanno che nel mondo esiste. Venite in Georgia e scoprite insieme a noi le sue bellezze, la sua cultura antica e un grande cuore”. Pochi allora immaginavano che sarebbe stato possibile rispondere positivamente a quell’invito.

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