PROGETTO ITALIA-GEORGIA
Borgomanero, Novara
 
Progetto Italia-Georgia: genesi e sviluppo di un sogno di pace e cultura
2001-2002

In ottobre una delegazione borgomanerese, composta da alcuni genitori e insegnanti della scuola media borgomanerese che partecipano al progetto (Fusco, Ildebrando, Massara, Sacellini, Tappa) si recano a Tbilisi, a consolidare quei rapporti già intrapresi e, nell’ambito dell’iniziativa, si svolge anche la presentazione del libro intitolato “Dalle Dolomiti al Caucaso”, scritto in georgiano e italiano da Nunu Gheladze, che ha raccolto i ricordi di Olga Angelica Dzalagonia, madre di Wanna Sacellini Piemontesi. La signora Dzalagonia riceve anche una medaglia dal Presidente georgiano Shevarnadze, per la sua commovente storia e il suo amore per questo paese.

Al ritorno viene ufficialmente fondata l’Associazione di volontariato “Progetto Italia – Georgia”. Nuovi impegni attendono i soci, animati da un rinnovato entusiasmo, dopo i giorni trascorsi nelle famiglie georgiane. Dodici ragazzi, con un’età compresa tra i 12 e 17 anni, arrivano a Borgomanero in primavera, questa volta accompagnati dalla preside della scuola Maya Lagvilava e ospiti per un mese presso le famiglie cittadine anche grazie al contributo del Kiwanis Club.

Le loro danze popolari inaugurano la mostra collettiva, allestita a Palazzo Tornielli e organizzata a scopo benefico dalla neoassociazione. Intitolata “Aiutaci ad aiutare” e corredata da un catalogo completo degli artisti, l’esposizione vede la partecipazione di numerosi pittori, che generosamente rispondono all’appello con oltre sessanta opere. E’ presente anche un dipinto di Besso Kazaischvili, giovanissimo artista georgiano che,all’età di tredici anni, è stato scoperto dai critici grazie al alcune mostre collettive organizzate dall’Unesco; così gli stessi lo hanno  aiutano a trasferirsi a New York con la sua famiglia, dopo un’infanzia vissuta in povertà estrema.

Durante l’intenso mese di permanenza dei giovani georgiani, viene girato alla scuola media un cortometraggio dal regista Massimo Guglielmi, che vede come protagonisti i partecipanti al progetto d’intercultura. Così la domenica di Pasqua, TV7 manda in onda su Rai Uno il reportage sull’accoglienza dei bambini georgiani alla scuola  cittadina, indicata come una delle pioniere in Italia degli scambi interculturali: "Borgomanero… pianin pianotto" si avvia ad essere una città caratterizzata dall’apertura culturale.

Intanto il servizio di Guglielmi contribuisce ad allacciare nuovi rapporti, infatti, grazie ad una signora di Torino che vede la trasmissione e contatta l’associazione, si viene a conoscenza del tragico caso di Irakli Beridze, ventiquattro anni, fisiatra georgiano, vittima di un grave incidente ferroviario alla Stazione di Santhià il 13 luglio 2001. L’associazione intraprende una campagna di solidarietà per potergli acquistare le protesi per gli arti inferiori che ha perso.

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