PROGETTO ITALIA-GEORGIA
Borgomanero, Novara
 


1, 2 - Svani;  3, 4 - Megreli;  5, 6, 20, 27 - Imereli;  7, 8 - Rachveli; 
9, 10, 11, 12 - Tushi, Fshavi, Mokheve, Mtioli;  13, 14 - Kartleli;  15, 23, 24 - Khevsuri;
16, 17 - Achareli;  18, 19, 22 - Guruli;  21, 25, 26 - Lazi, Kakheli, Ingilo

(Immagine etnografica di Vakhtang Itonishvili)

 
La popolazione georgiana rappresenta di per sè un'attrattiva irrinunciabile del paese. La tradizione georgiana in fatto di ospitalità e gentilezza si applica a chiunque essi incontrino e finché non avrete partecipato ad un tipico pasto georgiano, con interminabili portate di sublimi specialità locali e lunghi brindisi, non potrete dire di aver visto e vissuto la vera Georgia.

I georgiani sono un popolo generalmente allegro e di buon umore, in un certo senso l’esatto contrario rispetto ai russi che pur li hanno dominati nel corso degli ultimi due secoli. Una buona dimostrazione del carattere di questa gente si può avere quando si è ospiti di una casa georgiana, dove si è trattati come un re e si riceve da mangiare e da bere fino a non poterne davvero più.

I georgiani sono orgogliosi della propria cultura ma raramente nazionalisti: tendono ad identificarsi con la loro regione di provenienza più che con il paese nel suo complesso. Anche se alcuni non gradiscono l’influenza che la Russia ha avuto nel paese, molti georgiani parlano ottimamente il russo e trovano difficile mettere completamente da parte una cultura dalla quale hanno assorbito così tanto.

La Georgia è un insieme di nazionalità e identità culturali diverse, alcune meglio integrate di altre. Nei casi peggiori si è arrivati alla secessione e alla guerra (come è accaduto con Abkhazia e Ossezia Meridionale), mentre altri gruppi hanno mantenuto la propria indipendenza culturale pur continuando a fare parte della Repubblica della Georgia (come gli abitanti dello Svaneti e dell’Adjara). Oltre alle diverse nazionalità è tuttora presente un notevole numero di cittadini russi e di georgiani che parlano come prima lingua il russo, avendo frequentato le scuole quando il loro paese faceva parte dell’Unione Sovietica.

Ai tempi dell’URSS i georgiani vivevano meglio rispetto agli abitanti delle altre repubbliche: grazie alla florida agricoltura i generi alimentari erano diffusamente reperibili e raramente la popolazione doveva affrontare lunghe code o privarsi di tutti i prodotti che non fossero di prima necessità, come accadeva nel resto dell’URSS.

Nonostante l’alta disoccupazione e il grave aumento della povertà, i georgiani vivono ancora relativamente bene. Nella maggior parte dei casi chi non risiede a Tbilisi vive in case coloniche tradizionali dove spesso abitano tre o più generazioni di una famiglia, in cui ciascuno si prende cura degli altri. I georgiani amano stare alzati fino a tardi a chiacchierare e in genere non si svegliano presto al mattino.

I georgiano sono molto curiosi rigurado alla religione e spesso chiedono ai loro ospiti quali convinzioni nutrano in fatto di fede senza alcun timore di mostrarsi indiscreti, come spesso capita nel mondo occidentale. I georgiani sono per la maggior parte cristiano-ortodossi, ma la loro mentalità è assai aperta e da secoli moschee e sinagoghe convivono pacificamente accanto alle chiese.

A tavola e brindisi

Dipinto di una "supra"

Ai georgiani bere piace più di ogni altra cosa e il vino è per loro una vera passione. Mangiano e bevono in qualunque momento della giornata. Se si ha la fortuna di essere invitati ad un banchetto georgiano o una "supra" (letteralmente "tovaglia"), è buona cosa conoscere almeno le principali regole di galateo che si osservano in queste occasioni.

La parola "supra" si applica a qualsiasi circostanza in cui vengano consumati cibo e bevande, ma gli ospiti generamente sperimentano la versione più completa: incredibili quantià di portate e bevande di tutti i tipi, con ampio assortimento di portate fredde, calde e dessert. Per essere sicuri di rendere felice il padrone di casa è buona cosa non saltare nessun piatto e assaggiare tutti gli alcolici che vengono serviti. Poche cose offendono i georgiani, ma una di queste è di certo il rifiuto quando viene offerto da bere.

I georgiani brindano con la birra solo con coloro che non meritano rispetto; per brindare con gli amici si usano solo vino e superalcolici. E' educazione bere soltanto quando lo propone il "tamada", la persona incaricata del brindisi. In alcune "supra" particolarmente complesse è previsto anche un "alaverdi", una persona che ha il ruolo di sviluppare ulteriormente il brindisi. I brindisi georgiani sono lunghi e improvvisati (leggere un testo scritto è assolutamente inpensabile) e in genere sono spettacoli divertenti.

Non è permesso interrompere il tamada quando sta parlando durante il brindisi. Gli assistenti del tamada e gli ospiti possono solo aggiungere qualcosa al discorso principale esposto dal tamada. Se si vuole fare un discorso, questo deve essere approvato da tamada; questo rituale non è ristretto agli ospiti, ma è in generale la base per mantenere la disciplina a tavola. Il pranzo procede poi tra giochi e accompagnato da gare di danza, canzoni e musiche, citazioni e aforismi da poeti e scrittori. (Alcuni esempi di brindisi georgiani)