
La storia della Georgia ha radici antichissime. Qui, nel 2001, nei pressi della città di Dmanisi, sono stati trovati resti di un
cranio ominide risalenti a circa 1,8 milioni di anni fa, ancora oggi il più antico resto fossile di ominide mai ritrovato e che farebbe anticipare la comparsa del genere Homo a circa 7 milioni di anni fa. Una delle scoperte più sensazionali dei nostri tempi.
Durante il
I millennio a.C il territorio dell'attuale Georgia era occupato ad occidente, sul Mar Nero, dalla Colchide (la mitica terra del
vello d'oro) e ad oriente dall'Iberia. E’ attestata una cultura neolitica dal quinto millennio a.C. Scavi archeologici condotti negli anni ‘70 nella regione di Imiris-gora (Georgia orientale) hanno rivelato un certo numero di siti con case dotate di gallerie, camini e pilastri di sostegno.
Nell'epoca calcolitica (
IV-III millennio a.C.) la Transcaucasia e la Georgia erano occupate dalla cultura archeologica di Kura-Araxes, cui appartengono gli insediamenti di Beshtasheni ed Ozni e le sepolture delle provincie di Trialeti e Tsalka (Georgia orientale). Questi resti sono testimoni di una cultura architettonica avanzata e sviluppata. Seguì, nel II millennio a.C., la cultura di Trialeti.
Quella che al giorno d'oggi è la parte occidentale del paese venne colonizzata dai
greci, ed in particolare gli abitanti di Mileto attraverso la colonia di Sinope, che si insediarono sulle coste della Colchide fondando Trebisonda e altri insediamenti a partire dal VII secolo a.C. A quest'epoca risale probabilmente il mito di
Giasone e degli Argonauti, cha raggiunsero la Colchide alla ricerca del vello d'oro.
Tra il 550 a.C. e il 300 a.C. l'area fu sballottata da un impero all'altro: i persiani, i macedoni e i seleucidi. I Romani sconfissero questi ultimi nel 189 a.C. e concessero alla gente del posto di costituire degli stati armeni indipendenti. Questi vennero unificati circa un secolo dopo, costituendo la zona di influenza romana più potente dell'est, dal Mar Caspio alla Turchia centrale, comprendente gran parte dell'attuale Georgia. Fu una delle prime nazioni al mondo a convertirsi al
cristianesimo: la data della conversione è convenzionalmente fissata al 317, anno in cui Mirian II re di Iberia lo proclamò religione ufficiale dello stato. Nel 523 d.C. il cristianesimo fu dichiarato religione ufficiale sia a Lazica che in Iberia (Georgia occidentale).
Durante il IV secolo d.C. e buona parte dei V secolo d.C., il regno d'Iberia (Kartlia) perde l'indipendenza passando sotto il
controllo persiano. Il regno fu abolito ed il paese venne governato dai governatori nominati dallo Shah. Alla fine del V secolo d.C., il principe Vakhtang I Gorgasali guido una rivolta anti-Persiana e ristabili lo stato iberico di cui divento il re.
Gli eserciti di Vakhtang lanciarono parecchie campagne di guerra sia contro la Persia che contro l'impero Bizantino. Tuttavia la sua lotta per l'indipendenza e l'unità della Georgia si concluse in un fiasco. Dopo la morte del Vakhtang nel 502 ed il breve regno di suo figlio Dachi (502-514), l'Iberia venne nuovamente incorporato nella Persia come semplice provincia. Tuttavia alla nobiltà iberica di volta in volta è stato assegnato il privilegio di scegliere i governatori, che in georgiano sono detti Erismtavari.