Nel 1801, lo zar russo Alexander abolì il regno georgiano di Kartli-Kakheti ed esiliò la famiglia reale. La Georgia venne completamente assorbita nell'impero russo nel 1804, e negli anni a seguire si mise in atto un intenso programma di "russificazione", atto a sostituire il sistema sociale e culturale georgiano con quello russo. La chiesa ortodossa ed apostolica georgiana venne sottomessa all'autorità della chiesa russo-ortodossa. Il malcontento del popolo georgiano, causato dalla autocrazia zarista e dalla dominazione economica armena, cresceva giorno dopo giorno. Cominciò così, a partire dalla seconda metà del diciannovesimo secolo, un movimento nazionale di liberazione.
Una sommossa agricola su grande scala, nel 1905, portò a riforme politiche che facilitarono la distensione per un certo periodo, durante il quale il partito socialdemocratico marxista divenne il movimento politico dominante occupando tutte le sedi georgiane nello stato russo, stabilite dalla Duma dopo la rivolta del 1905. Josef Vissarionovich Djugashvili (che successivamente cambiò il proprio nome in 'uomo d'acciaio' che, in georgiano, si dice Stalin), un bolscevico georgiano (anti-menscevico), divenne la guida del movimento rivoluzionario georgiano. Stalin era il figlio di un umile calzolaio di Gori, ma alla morte di Lenin avrebbe preso il controllo del Paese più grande della terra.
La rivoluzione russa dell'ottobre 1917 sprofondò la Russia in una sanguinosa guerra civile, durante la quale parecchi territori periferici dell'impero (tra cui la Georgia) dichiararono l'indipendenza. Il 26 maggio 1918 fu proclamata la Repubblica Democratica della Georgia indipendente (DRG): il nuovo paese era controllato dalla fazione menscevica del partito socialdemocratico, che stabilì un sistema multi-partitico, in forte contrasto con "la dittatura del proletariato" stabilita dai bolscevichi in Russia. Lo stato georgiano venne riconosciuto dalle principali nazioni europee nello stesso 1918, e dalla Russia nel mese di maggio del 1920.
Nel febbraio 1921 l'armata rossa invase la Georgia e dopo una breve guerra occupò il paese: il governo georgiano fuggì in esilio.
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