PROGETTO ITALIA-GEORGIA
Borgomanero, Novara
 
Tbilisi (in georgiano თბილისი), capitale della Georgia, gode di una posizione magnifica, chiusa su tutti i lati da suggestive colline e con le montagne in lontananza. Costruita sulle anguste sponde del fiume Mtkvari (noto anche col nome turco Kura), Tbilisi è una tranquilla località dall’atmosfera spiccatamente europea.

La maggior parte dei quartieri sulla sinistra del fiume si trovano su uno scosceso costone che si affaccia sul centro storico, punteggiato di chiese e piazze dall’aria dimenticata. Le chiese georgiana ortodossa, armena gregoriana e romana Cattolica, la sinagoga, la moschea ed il tempio zoroastriano sono tutte  a distanza di cinque minuti di cammino l’uno dall’altra, a dimostrazione di quanto Tbilisi sia una città multietnica, multiculturale e multireligiosa all’incrocio della storia; una città né europea né asiatica, ma una  magnifica mescolanza di Oriente e Occidente.

Veduta di Tbilisi
Passeggiando nei viali eleganti o lungo gli argini alberati è difficile immaginare che abbia recentemente vissuto conflitti, guerre, rivoluzioni e violenti atti di criminalità. Splendidi ponti ed argini nuovi aumentato la bellezza delle le sue vie, i suoi viali, le sue piazze, i suoi parchi e giardini. Tbilisi è un attraente città verde, apprezzabile dalla bella veduta che si apre sulla città dalla montagna Mtatsminda, dove si trova un meraviglioso parco. Numerosi i modelli di architettura dell’antica Georgia che si sono conservati fino ad oggi, come la cattedrale di Sioni, la chiesa di Anchiskhati, la chiesa di Metekhi, la fortezza di Narikala.

La chiesa di MetekhiLa chiesa di Metekhi, risalente al V secolo (ma poi distrutta e ricostruita nel XIII), con la statua equestre del re fondatore della città che si trova sul colle roccioso del fiume Mtkvari, è una delle immagini classiche della vecchia Tbilisi. Secondo una leggenda nella prima chiesa costruita in questo luogo sarebbe stata sepolta Shushanik, in seguito santificata per aver subito nel 544 il martirio del marito in quanto si rifiutava di convertirsi alla religione zoroastriana.

La fortezza di NarikalaLa fortezza di Narikala risale a prima ancora della data della fondazione della città, e fu distrutta e ricostruita varie volte nel corso della storia. Il nome persiano Narikala (“fortezza inaccessibile”) risultò appropriato durante i molti secoli delle invasioni e dominazioni straniere.Nel 1827 l'esplosione della polveriera danneggiò fortemente non soltanto il forte ma anche la chiesa di San Nicola situata al suo interno. Oggi i visitatori possono salire per godere il panorama stupendo dalle mura della cittadella.

La statua di Kartlis Deda (Madre Georgia)Dalla fortezza si può fare il giro delle mura per raggiungere la statua di Kartlis Deda (Madre Georgia), costuita in allumio e alta 20 metri, eretta nei primi anni '60 e oggi simbolo delle città. Tiene in una mano una spada e nell'altra una coppa di vino, una metafora perfetta del carattere dei georgiani che accolgono con calore gli ospiti e combattono spietatamente i nemici. Nei pressi vi sono le rovine della Fortezza di Shahtakhti (Trono dello Scià).

La cattedrale di SioniLa cattedrale di Sioni, che risale al sesto-settimo secolo, fu anch’essa distrutta dai conquistatori stranieri diverse volte. E’ considerata uno dei luoghi più sacri nel paese perché  vi è conservata una delle reliquie della chiesa ortodossa, la croce di Santa Nino, che converti la Georgia nel Cristianesimo nel 337 d.C. Secondo la leggenda è fatta di rami di vite legati con i capelli della santa. Sul lato opposto della via si erge un campanile risalente al 1812 più alto di quello della cattedrale.

Nella parte storica della città si trova la chiesa più antica di Tbilisi, la basilica di Anchiskhati (VI secolo), che deve il suo nome dall’icona di Anchiskhati, icona preziosa del Salvatore che vi era conservata un tempo ed ora è conservata nella sezione della tesoreria del Museo Nazionale Georgiano dell’Arte. Quest’ultimo possiede una grande collezione d’arte georgiana, russa ed europea, e vi si trovano anche tesori magnifici dell’arte del cristianesimo medievale: icone ingioiellate,  croci ornate ed alcuni esempi delle più raffinate opere smaltate.

A meta strada di uno dei versanti della montagna Mtatsminda, è situata la chiesa di San Davide, costruita nel 1855. Il Panteon degli scrittori e personaggi pubblici e li vicino. E’ possibile raggiungere il Panteon a piedi oppure in funicolare partendo dal centro della città.

Ai piedi della montagna c’è invece il quartiere centrale della capitale, il viale Rustaveli, costruito nel XIX secolo e che prende il nome dal grande poeta georgiano del XII secolo, Shota Rustaveli. Durante la passeggiata passerete accanto al teatro dell’opera di stile moresco, al palazzo del viceré russo ed all’edificio del parlamento, la chiesa di Kashveti di San Giorgio, la Pinacoteca, il teatro accademico di Rustaveli, per non parlare delle dozzine di caffé, ristoranti e negozi.

Nel museo statale georgiano si trova una collezione unica della gioielleria e di manufatti d’oro di tempi precristiani, incluso anche un piccolo leone d’oro che diventò quasi un simbolo del paese. Vi si trovano anche i resti del primo ominide in Europa (1,8 milioni anni fa) trovati nel villaggio di Dmanisi. Il museo all’aperto dell’architettura folcloristica georgiana è un luogo in cui furono portate da tutta la Georgia case e dimore originali, che vi furono restaurate con amore per offrire l’occasione di dare un’occhiata alla vita rustica che si svolse per molti secoli.
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Storia
 
I primi insediamenti umani nella zona di Tbilisi risalgono al neolitico, ma i georgiani preferiscono credere alla leggenda secondo la quale la città sarebbe stata fondata nel V secolo dal re Gorgasali, ancora oggi venerato come un santo. La leggenda narra che durante una battuta di caccia il fagiano che il re stava inseguendo cadde in una sorgente sulfurea dove venne cotto a puntino – ma secondo un’altra variante fu un cervo ferito a cadere nella sorgente e ad uscirne miracolosamente guarito. In ambedue i casi il nome Tbilisi deriva dal termine georgiano tbili (caldo) e pare indubbio che il re sia stato attirato dalle splendide sorgenti sulfuree che ancora oggi richiamano molti visitatori.

Egli decise di fare di Tbilisi la capitale del suo regno – ruolo svolto fino ad allora da Mtskheta – ma morì prima di portare a termine il suo progetto. Fu il figlio Dachi a portare a termine il suo progetto. Dopo il periodo di dominazione araba, in cui Tbilisi fu un emirato, nel 1121 il re Davit il Costruttore riconquistò la città e ne fece la capitale di una Georgia unificata.

Tbilisi diventò centro politico e culturale del paese, con una popolazione multietnica di 80.000 abitanti. Questo periodo, conosciuto come l’epoca d’oro di Tbilisi, fu caratterizzato da un grande progresso culturale e scientifico sia durante il regno di Davit che quello della regina Tamar. Dopo la morte della regina (1213) l’arrivo dei mongoli mise fine a questo florido periodo. Tbilisi fu devastata dalla peste e poi occupata dai persiani.

Con l’arrivo dei russi ad inizio Ottocento Tbilisi iniziò a cambiare volto: le vie vennero ampliate, furono costruite biblioteche, scuole e teatri e fu incoraggiato l’insediamento: a fine secolo gli abitanti erano 159.000, ma i georgiani erano meno di un quarto.

Gli anni ’90 furono un periodo  buio. La capitale divenne il centro della lotta contro il regime sovietico e fu teatro di numerose dimostrazioni contro le autorità moscovite, culminate con un massacro commesso dall’esercito sovietico il 9 aprile 1989 davanti alla sede del parlamento.

Dopo aver ottenuto l’indipendenza la situazione precipitò: per due settimane vi furono violenti scontri tra le truppe fedeli a Gamsakhurdia (il primo presidente della Georgia indipendente) e forze ribelli, durante le quali la gente moriva di fame per le strade.  Ancora oggi in centro ci sono molti edifici distrutti durante i combattimenti. Nel 1993, dopo la fine della guerra in Abkhazia, Tbilisi fu invasa da migliaia di profughi, cosa che suscitò tra gli abitanti molto malcontento e aumentò il tasso di criminalità.

Il nuovo millennio è stato un periodo di grandi miglioramenti (nonostante un terremoto nel 2002), con un netto calo della criminalità e l’arrivo di molti investimenti dall’estero. Ora Tbilisi è nuovamente piena di fiducia e energia.