Passeggiando nei viali eleganti o lungo gli argini alberati è difficile immaginare che abbia recentemente vissuto conflitti, guerre, rivoluzioni e violenti atti di criminalità. Splendidi ponti ed argini nuovi aumentato la bellezza delle le sue vie, i suoi viali, le sue piazze, i suoi parchi e giardini. Tbilisi è un attraente città verde, apprezzabile dalla bella veduta che si apre sulla città dalla montagna Mtatsminda, dove si trova un meraviglioso parco.
Numerosi i modelli di architettura dell’antica Georgia che si sono conservati fino ad oggi, come la cattedrale di Sioni, la chiesa di Anchiskhati, la chiesa di Metekhi, la fortezza di Narikala.
La chiesa di Metekhi, risalente al V secolo (ma poi distrutta e ricostruita nel XIII), con la statua equestre del re fondatore della città che si trova sul colle roccioso del fiume Mtkvari, è una delle immagini classiche della vecchia Tbilisi. Secondo una leggenda nella prima chiesa costruita in questo luogo sarebbe stata sepolta Shushanik, in seguito santificata per aver subito nel 544 il martirio del marito in quanto si rifiutava di convertirsi alla religione zoroastriana.
La fortezza di Narikala risale a prima ancora della data della fondazione della città, e fu distrutta e ricostruita varie volte nel corso della storia. Il nome persiano Narikala (“fortezza inaccessibile”) risultò appropriato durante i molti secoli delle invasioni e dominazioni straniere.Nel 1827 l'esplosione della polveriera danneggiò fortemente non soltanto il forte ma anche la
chiesa di San Nicola situata al suo interno. Oggi i visitatori possono salire per godere il panorama stupendo dalle mura della cittadella.

Dalla fortezza si può fare il giro delle mura per raggiungere la statua di
Kartlis Deda (Madre Georgia), costuita in allumio e alta 20 metri, eretta nei primi anni '60 e oggi simbolo delle città. Tiene in una mano una spada e nell'altra una coppa di vino, una metafora perfetta del carattere dei georgiani che accolgono con calore gli ospiti e combattono spietatamente i nemici. Nei pressi vi sono le rovine della Fortezza di Shahtakhti (Trono dello Scià).
La cattedrale di Sioni, che risale al sesto-settimo secolo, fu anch’essa distrutta dai conquistatori stranieri diverse volte. E’ considerata uno dei luoghi più sacri nel paese perché vi è conservata una delle reliquie della chiesa ortodossa, la croce di Santa Nino, che converti la Georgia nel Cristianesimo nel 337 d.C. Secondo la leggenda è fatta di rami di vite legati con i capelli della santa. Sul lato opposto della via si erge un campanile risalente al 1812 più alto di quello della cattedrale.
Nella parte storica della città si trova la chiesa più antica di Tbilisi,
la basilica di Anchiskhati (VI secolo), che deve il suo nome dall’icona di Anchiskhati, icona preziosa del Salvatore che vi era conservata un tempo ed ora è conservata nella sezione della tesoreria del
Museo Nazionale Georgiano dell’Arte. Quest’ultimo possiede una grande collezione d’arte georgiana, russa ed europea, e vi si trovano anche tesori magnifici dell’arte del cristianesimo medievale: icone ingioiellate, croci ornate ed alcuni esempi delle più raffinate opere smaltate.
A meta strada di uno dei versanti della montagna Mtatsminda, è situata
la chiesa di San Davide, costruita nel 1855. Il Panteon degli scrittori e personaggi pubblici e li vicino. E’ possibile raggiungere il Panteon a piedi oppure in funicolare partendo dal centro della città.
Ai piedi della montagna c’è invece il quartiere centrale della capitale, il
viale Rustaveli, costruito nel XIX secolo e che prende il nome dal grande poeta georgiano del XII secolo, Shota Rustaveli. Durante la passeggiata passerete accanto al teatro dell’opera di stile moresco, al palazzo del viceré russo ed all’edificio del parlamento, la chiesa di Kashveti di San Giorgio, la Pinacoteca, il teatro accademico di Rustaveli, per non parlare delle dozzine di caffé, ristoranti e negozi.
Nel museo statale georgiano si trova una collezione unica della gioielleria e di manufatti d’oro di tempi precristiani, incluso anche un piccolo leone d’oro che diventò quasi un simbolo del paese. Vi si trovano anche i resti del primo ominide in Europa (1,8 milioni anni fa) trovati nel villaggio di Dmanisi.
Il museo all’aperto dell’architettura folcloristica georgiana è un luogo in cui furono portate da tutta la Georgia case e dimore originali, che vi furono restaurate con amore per offrire l’occasione di dare un’occhiata alla vita rustica che si svolse per molti secoli.